"Onesto" di Francesco Vidotto è un romanzo di estrema profondità e bellezza. Narra le vicende di due gemelli, separati poco dopo la nascita e riuniti cinque anni dopo. Santo ed Onesto sono molto legati, si vogliono bene e finiscono per innamorarsi della stessa ragazza. Onesto fa un passo indietro per la felicità del fratello, ma non smetterà mai di amare, in silenzio, Celeste. Si succedono poi eventi dolorosi, violenze, la guerra, la povertà. E Onesto decide di mettere su carta i suoi ricordi scrivendo delle lettere alle montagne che sovrastano Tai di Cadore. È grazie a queste lettere, respinte al mittente, e a Guido Contin detto "Cognac" che l'autore viene a conoscenza dei fatti accaduti.
Io ho avuto la fortuna di incontrare e intervistare l'autore il mese scorso presso la biblioteca di Arco. Francesco Vidotto sa stare sul palco come un attore. Incanta la platea con il racconto della sua rocambolesca vita e con gli aneddoti su Tai di Cadore, luogo in cui vive e dove sono ambientati i suoi romanzi più belli. Anche "Siro" ed "Oceano" narrano vicende, realmente accadute in quei luoghi, e romanzate dall'autore in una sorta di trilogia cadorina.
Francesco Vidotto è un vulcano di simpatia che scrive romanzi d'amore degni di Gabriel Garcia Marquez.
Non lo sapevo l'amore cos'era eppure, in quell'istante, lo intuii: è quando il cuore batte, ma senza bisogno di correre.
Sentivo nel mio stomaco di bambino una gioia che non sapevo dire e per la prima volta in tutta quanta la nostra vita di gemelli Santo non capì quello che io avevo nel cuore.
Spesso, a ben guardare, spendiamo la vita per raggiungere una cima, e invece avevamo solamente bisogno di un valico. Un luogo dal quale poter ripartire, seguendo un sentiero per l'altrove. Dove il panorama si spande, la brezza rinfranca e una lieve discesa inizia insieme a una vita nuova di zecca.
★★★★★
🧅 cipolla
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