Non fatevi ingannare dal titolo! La sonnambula, protagonista del romanzo di Bianca Pitzorno, non se ne va in giro di notte mentre dorme. In Sardegna si usa definire "sonnambula" la veggente.
Ofelia Rossi (nome di fantasia) è la protagonista del romanzo. L'autrice per crearla si è ispirata ad una donna realmente esistita in Sardegna e a cui Bianca Pitzorno ha voluto "regalare" un vita avventurosa nel suo romanzo. La scrittrice è partita da un ritaglio di giornale del 1894 in cui tale Elisa Morelli, "sonnambula" operante a Sassari, offriva i propri servigi al prezzo di 5 lire a consulto. Poi ci ha costruito intorno un'intera vita, arricchendola con eventi accaduti alla propria famiglia, ad amici o letti sui giornali dell'epoca. Ne esce la figura di una donna forte, capace di rendersi autonoma e in grado di mantenersi senza dovere dipendere da un marito o dalla famiglia. Ofelia in realtà è anche un pochino imbrogliona, perchè le doti che ha non sono esattamente ciò che vanta e che i suoi clienti si aspettano, ma è una donna intelligente, empatica e il suo pregio più grande è quello di saper ascoltare le persone e consigliarle. Ciò che in realtà a Ofelia accade fin da bambina, raramente a dire il vero, è di svenire improvvisamente e inaspettatamente alla vigilia di eventi catastrofici, ma non ha capacità di prevedere il futuro "a comando" o di mettersi in contatto con i defunti.
Bianca Pitzorno intreccia nel suo romanzo, uscito a gennaio del 2026 ed entrato nella sestina dei candidati al premio Strega, amori contrastati, inganni e il desiderio di riscatto di una donna in un'epoca in cui il patriarcato la fa da padrone.
Ho molto apprezzato la sua scrittura vivace, ironica, il suo stile un po' sudamericano, tragicomico e le sue incursioni nel romanzo.
Le clienti della sonnambula erano ovviamente tutte signore, appartenevano cioè tutte al bel sesso e alla buona borghesia cittadina; infatti l'onorario richiesto di cinque lire a consultazione non era accessibile alle donnette dei vicoli, mogli di poveri zappatori, e neppure alle modestamente agiate consorti di impiegati o di commessi.
"Vuoi essere tu la padrona della tua storia? E allora sei tu che devi decidere."
★★★★☆
🍨 mousse alla fragola
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In questi giorni in Trentino si sta molto parlando dell'ex fabbrica SLOI per due motivi: l'anniversario della sua fine e gli scavi per il bypass ferroviario proprio nell'area di quella che era conosciuta come "la fabbrica dei veleni".
Il 14 luglio 1978 a causa di un temporale l'acqua entrò nel capannone dell'azienda, dove erano depositati circa 300 quintali di sodio, che a contatto con l'acqua si infiammarono. I Vigili del Fuoco di Trento spensero l'incidendio con tonnellate di cemento, come a Chernobyl molti anni dopo. Dallo stabilimento uscì una nube tossica. Tre giorni dopo la fabbrica fu definitivamente chiusa.
Negli anni, delle vicende della SLOI, ne hanno parlato giornalisti e scrittori. Tra loro l'autore romano, trentino d'adozione, Tommaso Giagni con il romanzo "La Fabbrica e i ciliegi", pubblicato nel 2025 e che si è recentissimamente aggiudicato il premio internazionale Mondello.
Il titolo si ispira ai ciliegi dei terreni vicini alla fabbrica, che all'epoca "impazzivano" a causa dell'inquinamento fiorendo fuori stagione.
De "La fabbrica e i ciliegi" mi aveva parlato positivamente qualche mese fa l'amico Diego, che da qualche anno si sta cimentando nell'impresa di leggere l'intera raccolta della biblioteca di Rovereto di romanzi scritti da autori trentini o ambientati in Trentino.
Il protagonista vive a Roma e, alla morte della madre, scopre che il padre non è davvero morto di leucemia, ma è stato fra le vittime della SLOI. Decide allora di tornare a Trento, dove è nato, per ritrovare le proprie "origini". Qui incontra Marilù e Loris, lei meridionale, lui originario di una valle trentina. Le loro vite si intrecceranno e tutte le loro debolezze verranno a galla.
In realtà quando ho iniziato a leggere questo romanzo mi aspettavo molta meno "finzione" e molta più "vita vera" alla SLOI, ma l'ho apprezzato comunque molto. Mi ha fatto conoscere in profondità le vicende, i dolori e le sofferenze di chi ci lavorava, di chi ha rischiato o addirittura ha perso la vita in cambio di un salario che sfamasse la famiglia. E alla fine poco importa il vero nome di chi, lì dentro, ha perso la vita. L'importante è non dimenticare e fare tesoro di quello che la SLOI, "piccola Seveso" del Trentino, ci ha insegnato. Nel 1987 Gro Harlem Brundtland definì il concetto di sviluppo sostenibile come uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.
"Intanto, tuo padre aveva preso il piombo. Aveva il saturnismo, insomma, e mica era l'unico. Un giorno mi accompagnò in città perchè dovevo comprare il televisore, due donne guardarono Vigilio e sottovoce dissero: l'è un della sloi..."
★★★★☆
🥃 amaro digestivo
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Prendetevi un pomeriggio e leggetelo! Ne vale davvero la pena. Non è un romanzo, ma la narrazione del processo di primo grado ad Alberto Stasi, scritta dal giudice Stefano Vitelli che lo assolse nel 2009.
In questo periodo non si sente parlare d'altro che di Stasi, Sempio e del delitto di Garlasco. Tuttavia, gli elementi a carico di Alberto Stasi — fidanzato di Chiara Poggi, allora indagato e oggi condannato in via definitiva — non sono cambiati e, a detta del giudice Vitelli, non erano sufficienti per una condanna oltre ogni ragionevole dubbio.
Io sono d'accordo, lo sono sempre stata.Ad ogni modo, che siate colpevolisti o innocentisti, leggere ciò che è accaduto — dalla telefonata al 118 alle analisi informatiche compromesse, dalle macchie di sangue fino alle nuove perizie — è un ottimo punto di partenza per farsi un'idea propria, lontano dalle influenze e dal gossip di social, web e TV.
"Garlasco" e "conclusioni" sono due parole che paiono fra loro in insanabile antinomia.
★★★★☆
🍞 pane
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Qualche mese fa è uscito l'ultimo romanzo con protagonista Rocco Schiavone.
Siamo in periodo prenatalizio, le vie di Aosta sono invase da cantori, luci e suoni. Aleggia in città un'atmosfera festosa, ma il vicequestore è più scontroso e antipatico del solito e la sua insofferenza ha contagiato anche Antonio e Baldi. Marina non si fa più sentire. Sandra e Caterina sono ancora nei suoi pensieri, ma Rocco non si fa comunque mancare qualche avventura di poco conto.
Forse per la prima volta in carriera Schiavone si fa mettere nel sacco da una banda di rapinatori, ma la "rottura del decimo livello" arriva con il ritrovamento di un cadavere in un laghetto di montagna. L'indagine è complessa, ma il finale lascia aperta la porta per future nuove avventure. Il futuro per Rocco? Un'altra scocciatura del decimo livello!
"Io non lo so se a te è mai capitato quell'amore lì, totale, egoista e invadente. Ecco perché sono stato fortunato. E sfortunato, perchè l'ho persa. Forse sì, sono sposato con il dolore perchè è quello che mi è rimasto."
★★★★☆
🍾 spumante
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Pochi giorni fa è uscita una raccolta di nove racconti inediti che hanno come obbiettivo quello di farci conoscere meglio Schiavone: l'infanzia, l'amicizia con Brizio, Furio e Sebastiano, l'incontro con Marina, le prime indagini, i colleghi, Roma ed Aosta. Il titolo "I tramezzini di Rocco Schiavone" è un omaggio ad Andrea Camilleri e al suo "Gli arancini di Montalbano".
Non so davvero come io abbia potuto, fino a pochi giorni fa, "perdermi" la lettura de "La bisettrice dell'anima" di Loreta Failoni.
Si tratta del romanzo d'esordio dell'autrice trentina — per anni insegnante di matematica — pubblicato per la prima volta dal Gruppo Albatros nel 2009, vincitore del “Premio Terzani per le culture di pace” e ripubblicato nel 2023 da Edizioni del Faro.
Mi è stato segnalato con entusiasmo da alcuni amici lettori e ho voluto subito colmare la lacuna.
Loreta Failoni non mi ha affatto delusa; anzi, è stata una scoperta estremamente positiva. La struttura del romanzo è molto originale: nel racconto coesistono la storia personale di Anne, nipote di un matematico ebreo vittima del nazismo, quella di Alma (l'amica del cuore di origine trentina), gli eventi bellici, il secondo dopoguerra a Parigi e la matematica, vera co-protagonista del racconto.
Anne è una giovane e bella ragazza che vive a Parigi con i nonni materni. Ebrea solo per metà, è stata cresciuta da loro dopo la perdita prematura dei genitori in un incidente. Il nonno, stimato professore di matematica noto anche a livello internazionale, sceglie di non fuggire all'estero per non scombussolare la vita della nipote; purtroppo, i nonni vengono catturati dai nazisti e internati in un campo di concentramento. Non faranno più ritorno, lasciando Anne sola ad affrontare la maternità.
Ogni capitolo è dedicato a un matematico. Tra le pagine si intrecciano aneddoti, curiosità e i teoremi dei grandi del passato: Talete, Euclide, Pitagora, Fibonacci, Einstein, Turing, Archimede e molti altri.
Oltre all'eredità materiale, il nonno affida ad Anne il compito di risolvere cinque indovinelli legati al filosofo e matematico Al-Khayyam. La ragazza ci riuscirà grazie alle proprie doti logiche, agli insegnamenti ricevuti dal nonno e all'aiuto di Benoit Mandelbrot, un giovane studente che Anne incontra in biblioteca (personaggio che, nella realtà, diventerà il fondatore della geometria frattale). Non fatevi spaventare! Non c'è assolutamente nulla di difficile nella comprensione del romanzo. L'autrice ha messo in campo le sue doti divulgative. Negli anni d'insegnamento ha pubblicato diversi manuali didattici per Mondadori.
"La bisettrice dell'anima" affronta temi come la condizione femminile, la maternità e la solidarietà tra donne ed è un vero elogio alla logica che può aiutarci a superare i momenti più difficili della nostra vita e a non lasciarci andare.
"Ecco la mia bisettrice. Hai avuto origine dal mio vertice. Sarai per sempre parte di me. La bisettrice della mia anima."
★★★★☆
🍷 vino rosso
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Pubblicato pochi mesi fa, "Mandorla Amara" è il decimo romanzo giallo con protagonista la vicequestore Giovanna Guarrasi, detta Vanina. Non è necessario aver letto i precedenti episodi per godersi il racconto. Si tratta di un episodio autoconclusivo. Tuttavia, per cogliere meglio l'evoluzione dei personaggi, l'ideale sarebbe proprio quello di leggerli tutti in ordine cronologico di pubblicazione, tranne "Il re del gelato" che è un prequel. Io li ho letti tutti, anche se mi sono resa conto di non aver recensito la totalità degli episodi, alcuni perchè letti prima della nascita del blog, altri semplicemente non recensiti. Pertanto oggi, dopo avervi parlato dell'ultimo uscito, vi farò una breve sintesi dei precedenti.
In un caldissimo luglio siciliano, Vanina si trova ad affrontare un insolito delitto: su un lussuoso yacht vengono ritrovati sette cadaveri. La prima ipotesi, confermata poi dalle indagini, è quella di morte per avvelenamento. Ad uccidere in pochi minuti la piccola comitiva è stata una dose di cianuro disciolta nel latte di mandorla.
La vicequestore è costretta a rientrare a Catania da Palermo, dove stava trascorrendo alcuni giorni di vacanza. L'obbligato rientro però non infastidisce più di tanto Vanina che coglie al volo il pretesto per potersi allontanare dai problemi personali e sentimentali che non riesce proprio a sbrogliare e che la costringono a vivere a singhiozzo la storia d'amore con Paolo Malfitano, magistrato dell'antimafia sopravvissuto ad un attentato solo grazie al suo provvidenziale intervento. Le indagini la porteranno sulle isole Eolie assieme a parte della sua squadra e non sarà facile arrivare alla soluzione del caso. L'intera squadra sarà impegnata: Spanò - ispettore capo e braccio destro di Vanina, Lo Faro - giovane agente, Bonazzoli - ispettrice di origini bresciane, motociclista e vegana, fidanzata con Tito Macchia, il grande capo, Nunnari - sovrintendente sempre in tuta mimetica. Non manca l'aiuto del commissario in pensione Biagio Patanè. E ovviamente ci sono anche l'amica avvocata Giuly, il medico legale Adriano, Bettina - proprietaria della casa in cui vive Vanina e "soccorritrice alimentare" della vicequestore. Il pediatra Manfredi Monterreale in questo episodio fa solo una brevissima apparizione. Vi confesso che il continuo "tiramolla" di Vanina e Paolo mi sta portando a fare il tifo per Manfredi, innamorato della Guarrasi fin dal loro primo incontro.
Vanina mi piace, la sua squadra pure, come scrive la Cassar Scalia anche. Se volete passarvi qualche ora di spensieratezza, "Mandorla amara" è il libro giusto.
Vanina chiuse il telefono assai più distesa rispetto a quando aveva risposto. Non vedeva l'ora di tornarsene nell'isola felice della sua vita catanese, di rivedere Adriano e di buttarsi "con tutte le scarpe" nel caso complicato che si profilava all'orizzonte. Era quello che le serviva, dopo giorni di momentaneo ritorno alle indaginisulla criminalità organizzata.
★★★★☆
🍨 mousse alla fragola
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E' in onda in questi giorni la seconda stagione della serie tv "Vanina" che pur non essendo rispettosa al cento per cento di quanto narrato nei libri, è molto godibile. Per quanto riguarda gli aspetti "gialli" è in linea, diverge un po' invece riguardo alle vicende personali dei protagonisti e un pochino anche sulle descrizioni fisiche: Vanina, interpretata da Giusy Buscemi, troppo giovane e filiforme rispetto alla Guarrasi del libro e la Bonazzoli mora anziché bionda. Anche Patanè si discosta molto da come me lo ero immaginato io.
Ed infine, come promesso, breve panoramica degli episodi precedenti:
In "Sabbia nera" (2018) Vanina si trova ad affrontare un caso del passato: un corpo mummificato scoperto in una villa abbandonata la costringe a scavare tra i vecchi segreti della città di Catania.
In "La logica della lampara" (2019) il dottor Manfredi Monterreale e Sante Tammaro, giornalista, vedono dal mare sulla costa un uomo che trascina a fatica una grossa valigia e la getta fra gli scogli. Vanina Guarrasi riceve una chiamata anonima nella quale una donna riferisce di aver assistito all'uccisione di una ragazza avvenuta quella notte in un villino sul mare. Due fatti legati che danno il via all'indagine.
In "La salita dei saponari" (2020) Vanina è alle prese con una doppia indagine: un uomo assassinato all’aeroporto di Catania e un cadavere ritrovato in un pozzo di un hotel.
In "L’uomo del porto" (2021) nella grotta di un fiume sotterraneo, usata come saletta da un locale molto noto, viene ritrovato il cadavere di un uomo: Vincenzo La Barbera, professore di filosofia presso il liceo classico, uomo solitario che usava come casa una vecchia barca a vela ormeggiata nel porto ed era amatissimo dagli studenti. La soluzione del caso viene da passato.
In "Il talento del cappellano" (2021) Vanina lavora su un duplice omicidio: un prete ed una dottoressa apparentemente non legati tra loro, ma ritrovati nello stesso luogo assassinati.
In "La carrozza della Santa" (2022) Vanina si trova ad indagare sul ritrovamento di un uomo nell'androne del Municipio dentro una delle Carrozze del Senato. Nel frattempo, a Palermo, sembra che la cattura dell'assassino di suo padre sia vicina.
"Il re del gelato" (2023) è il prequel della serie, l’indagine che precede i fatti raccontati in Sabbia nera. Vanina è appena arrivata a Catania e inizia a conoscere e farsi conoscere dalla squadra. Dovrà risolvere il caso che riguarda l'omicidio di un gelataio.
In "La banda dei carusi" (2023) Vanina indaga sull'omicidio di un ragazzo che lei stessa aveva conosciuto in passato nel corso di un'indagine.
In "Il castagno dei cento cavalli" (2024), Vanina affronta un delitto legato a un antico albero e a un mistero secolare. Ai piedi del Castagno dei cento cavalli, un albero secolare che cresce sulle pendici dell’Etna, due guardie forestali ritrovano il corpo di una donna - la Boscaiola - brutalmente assassinata.